Secondo Circolo Didattico San Giovanni Bosco
Didattica a distanza, della vicinanza e dell’inclusione

“Didattica a distanza”, “didattica della vicinanza” e “didattica dell’inclusione” dal punto di vista dell’insegnante di sostegno e funzione strumentale Area inclusione scuola San G. Bosco di Terlizzi.  

Quante espressioni per raccontare nelle sue molteplici sfaccettature le innumerevoli esperienze didattiche e metodologiche messe in atto dallo staff dei docenti della Scuola S. G. Bosco per far fronte alle esigenze dei propri alunni nell’attuale delicato momento della pandemia.

La “didattica dell’inclusione” ritengo sia l’espressione che meglio interpreta la metodologia condivisa e attuata da tutti docenti per conseguire l’obiettivo educativo e didattico comune: la cura affettiva, emotiva e psicologica e lo sviluppo cognitivo degli alunni durante la loro permanenza forzata a casa.

 La pandemia, evento triste e devastante sotto molteplici aspetti, è stato ciò che ha annullato ogni tipo di differenza e di diversità: ha reso tutti i bambini diversi ed unici, tutti speciali e bisognosi di interventi didattici differenziati; ha avvicinato tutti gli insegnanti che hanno condiviso le buone pratiche di una didattica in costruzione; infine, ha favorito l’accoglienza di tutti i genitori. Così si è realizzata la didattica dell’inclusione a tutto tondo.

 Con la pandemia, a tutti i bambini sono stati riconosciuti i loro personali bisogni educativi e didattici senza chiedere una attestazione ufficiale!

Senza alcuna pregressa esperienza i genitori e gli insegnanti hanno sfoderato la loro grande forza di volontà ed energia per alleviare ai propri figli ed ai propri alunni la difficoltà di vivere a casa da soli, la sofferenza di fare scuola dinnanzi ad un monitor e in una classe virtuale molto lontana dalla realtà scolastica consueta.

Ecco dunque che, i docenti sono diventati guide privilegiate di tutti gli alunni della classe, senza più alcuna distinzione tra insegnanti curriculari  e insegnanti di sostegno, condividendo e sperimentando le metodologie didattiche più adatte alle speciali necessità e ai singoli bisogni apprenditivi dei piccoli; impegnandosi ed inventandosi attività con le quali farsi sentire sempre più vicini emotivamente abbattendo la “barriere architettonica” dello spazio e del  tempo che più di ogni altra è stata avvertita con forte disagio.  

Giorno dopo giorno, mese dopo mese, gli alunni con la loro grande capacità di adattamento e gli insegnanti con la loro grande dedizione e passione sono riusciti ad amalgamarsi, a “connettersi” per viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda, raggiungendo una comunanza di pensieri, di interessi, di sentimenti ed emozioni che si sono tradotti nella realizzazione di molteplici e variegati progetti e lavori di ricerca svolti in grandi o piccoli gruppi virtuali. Spesso attraverso interventi personalizzati e individualizzati, i docenti hanno continuato a promuovere e a supportare le eccellenze o sostenere gli sforzi di chi, invece, possiede difficoltà di attenzione, di concentrazione, di linguaggio o di comportamento.

Non c’erano esperienze pregresse o teorie psico- pedagogiche alle quali attingere per trovare sollievo o spiegazioni che potessero aiutare i docenti in questo delicato momento della vita personale e comunitaria. L’impegno è stato affidato al buonsenso, alla capacità, alla abilità e alla competenza professionale ed umana dei docenti e alla voglia di condividere le buone pratiche sperimentate initinere.

L’ inclusione si è estesa, così, senza alcun protocollo predefinito, ai genitori che si sono ben presto integrati aderendo alla riprogettazione didattica ed educativa pianificata per i loro figli. Essi hanno accentrato su se stessi più ruoli contemporaneamente per fare fronte all’emergenza. E così la mamma è diventata anche l’insegnante di uno o più dei suoi figli; la mamma ha dovuto apprendere, con la guida dell’insegnante, in poco tempo gli elementi basilari delle metodologie e delle strategie didattiche più efficaci per soddisfare i bisogni apprenditivi dei figli.

Questo particolare momento ha richiesto una reciproca pazienza e la capacità di stabilire una relazione dialogica speciale tra genitori ed insegnanti, basata essenzialmente sulla disponibilità all’ascolto e all’accoglienza. La partecipazione attiva dei genitori si è rivelata un indispensabile ingrediente per la buona riuscita finale del percorso di crescita globale dei bambini durante questo indimenticabile anno scolastico 2019/2020 con la speranza che nell’animo, nel cuore e nella mente dei nostri fanciulli resti un ricordo il meno possibile traumatico.

La funzione Strumentale

Area Inclusione                                                                            

Elisabetta Tedeschi

 

 http://www.ilsudest.it/sociale-menu/78-sociale/15371-didattica-a-distanza-della-vicinanza-e-dellinclusione.html

 

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